GORDON’S

Dire Gin è dire Regno Unito e il Gin più venduto in Inghilterra è indubbiamente il Gordon’s London dry gin.


 

Alexander Gordon fondò la famosa distilleria nel quartiere londinese di Southwark  nel lontano 1769 e questo la pone al secondo posto nella classifica dei brand di gin più vecchi di Londra (e non solo) ancora in attività (dopo quella di G&J Greenall  fondata 7 anni prima).

Da allora il successo del Gordon’s è stato ed è un fenomeno mondiale (se pure in calo è uno dei gin più venduti al mondo, il primo se si esclude il filippino Ginebra e in ogni caso se ci si limita ai gin di stile London Dry) con una produzione che si attesta sui 3,6 milioni di barili (2014).

Nel 1898 la Gordon & Co si fonde con la Charles Tanquerey & Co e in seguito nel 1934 (dopo che il XXI emendamento aboliva il proibizionismo e il Volstead Act) la  Tanqueray Gordon & Co apre la prima distilleria fuori dal UK e in seguito in altre parti del mondo (oltre gli USA, Canada e South Africa). 

Inevitabilmente in una storia così lunga e con una grande popolarità gli aneddoti e le attestazioni di stima sul distillato creato da Alexander Gordon’s sono state numerose e al limite della leggenda. In ogni caso se il titolo del Gin preferito da Sir Winston Churchill è oggetto di accesa disputa fra Plymouth e Boodles e se James Bond lo miscela insieme alla vodka (sacrilegio!) nel suo vesper nessun dubbio sembra esserci sulla passione di Ernest Hemingway per il Gordon’s:

“I do not work for the Gordon’s people and this is a testimonial which I offer freely and in what I hope is my right mind. The beverage is one of the sovereign antiseptics of our time … Gordon’s prodouct is of approved merit and can be counted on to fortify, mollify and cauterize pratically all internal or external injuries”.

A parte le proprietà vere o presunte  attribuite da Hemingway a questo gin le intenzioni di Alexander Gordon erano quelle di produrre, partendo dalle migliori acquavite di cereali e dai miglior ingredienti, un distillato degno delle tavole più raffinate e delle occasioni più importanti. Ancora oggi, secondo il produttore, le bacche di ginepro utilizzate sono raccolte delicatamente, selezionate con cura e stagionate 2 anni per concentrarne le essenze e addolcirne i sapori.

Per quanto segreta e gelosamente custodita la ricetta del Gordon’s prevede una tripla distillazione e l’aggiunta di numerosi botanici oltre al ginepro fra cui: semi di coriandolo, radice di angelica, liquirizia, radice di iris, arancio e buccia di limone.

Nella sua lunga storia la Gordon’s ha prodotto altri tipi di Gin variamente aromatizzati e premiscelati oltre alla classica ricetta in stile londinese e lo stesso London Dry è stato prodotto in differenti versioni. Se la seconda metà degli anni ’80 ha visto scomparire i vari Gordon’s special Old Tom GinOrange GinLemon Gin e lo Spearmint Gin prodotto per il mercato americano la produzione attuale tralasciando i “premiscelati in lattina” (pre-mixed cans) è composta oltre che dal classico Gordon’s London Dry Gin anche dal Gordon’s with a spot of elderflower (con note di sambuco), dal Gordon’s crisp cucumber (con spiccate note di cetriolo) e infine  dal Gordon’s Sloe aromatizzato con i frutti del prugnolo spinoso.


Scheda tecnica

Produttore: Tanqueray Gordon & Co Limited – DIAGEO
Stile: London Dry Gin
Categoria: standard/tradizionale
Versioni: 37.2% ABV (AUS e NZ); 37,5 ABV % (UK); 40 ABV % (USA); 43 % ABV (ZA); 47.3% ABV (in gran parte UE e nei duty-free)
Bottiglia: tradizionalmente in vetro verde con etichetta bianca per il mercato UK  e in vetro trasparente con etichetta giallo-rossa per il mercato export. Differenti formati disponibili.

Note di degustazione:

Versioni provate: Gordon’s London dry gin 37,5 ABV %  (etichetta bianca/bottiglia verde) e Gordon’s London dry gin 47.3% ABV (etichetta gialla/bottiglia trasparente).

LISCIO

Gordon’s London dry gin 37,5 ABV % @ 19°,5 °C– Come di consueto iniziamo la degustazione con l’assaggio del gin a temperatura ambiente e nella versione con meno titolo alcolometrico. Il primo approccio è piuttosto disarmante poichè appare evidente una mancanza spiccata del corpo del distillato. Il titolo alcolico sembra non essere in grado di veicolare al meglio le componenti aromatiche che sono molto tenui al naso e che rendendo deludente il successivo passaggio in bocca. Insistendo si riesce a mettere a fuoco solo parzialmente la personalità di questo monumento dei gin inglesi caratterizzato da note resinose e citriche al naso che si concretizzano al gusto con note predominanti di bacche d ginepro, sentori di scorza di limone e accenni di note pungenti e quasi piccanti probabilmente dovuti all’angelica.

Gordon’s London dry gin 37,5 ABV % @ 4.3°C – La degustazione a temperatura più bassa (4,3°C) di questa versione aggiunge in bocca quella freschezza e apparente pienezza che le essenze a quel titolo alcolico evidentemente non sono in grado di dare ma l’effetto dopante ha l’effetto collaterale di comprimere al naso un profilo aromatico tutto sommato deludente.

Gordon’s London dry gin 47,3ABV % @ 19,5 °C –  Estremamaente diverso l’effetto della versione a maggior titolo alcolometrico dove il distilliato da il meglio di se e la qualità dello spirito utilizzato è in grado di aggiungere il contrasto necessario per distingure l’intero spettro tonale delle essenze botaniche utilizzate. Al naso per quanto meno esuberante rispetto a quello che ci hanno abituato i gin contemporanei è sincero e schietto nel suo alternarsi delle note resinose del ginepro e quelle frizzanti degli agrumi. Anche in bocca il ginepro è bene in evidenza, il palato giustamente secco e le essenze citriche ancora tenui. Le note pungenti e piccanti sostengono un finale moderatamente lungo che termina con una spinta alcolica aggressiva ma non invadente a conferma della buona qualità dello spirito di base.

Gordon’s London dry gin 47,3ABV % @ 4,3 °C – A temperatura più bassa il Gordon’s a questo titolo alcolometrico conferma la struttura di distillato dall’impianto classico e esalta la nota aggressiva finale che non deluderà gli emuli di Hemingway e chi vorrà domarne il carattere in qualche drinks.

MARTINI

Per la prova del gin miscelato abbiamo optato per l’utilizzo solo del Gordon’s London dry gin 47,3ABV viste le condsiderazioni

Vermouth: Riserva Carlo Alberto Vermut Extra Dry

Twist: Limone (sfusato) Costa d’Amalfi

Dry Martini standard I.B.A. (6:1)

 

Montgomery (15:1)

 

 

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